Temevo fosse una di quelle occasioni dove il big si impone con la sua arroganza consumata, snobba il pubblico di europei decadenti, ti regala gli ultimi brani che lo hanno fatto conoscere alle ninfette 13enni che si agitano nei parchi e nei clubs e poi scompare avendoti depredato il borsello di qualche banconota pesante.
Invece…il delirio! Snoop Dogg si presenta con una nutrita band (batterista, bassista, chitarrista, tastierista, coriste e ballerine, spalla sul palco, dj e ciccione inimitabile che controlla il pubblico) e ci delizia con un’ora e mezza serrata di puro G-Funk, eseguendo quasi tutti i brani del repertorio classico (DoggyStyle l’album maggiormente rappresentato) e limitando le ultime hit ad un corollario quasi obbligato ma riproposto con stile.
Drop it like it’s hot viene rivisitata totalmente e P.I.M.P. scatena il pubblico più giovane, certamente, ma sono pezzi come Snoop’s upside ya head, Murder was da case, Gin & Juice, 2 of Amerikaz most wanted (tramutato in un mini-tributo a 2pac) che infiammano il numeroso pubblico (più di 2000 presenze sotto un tendone bianco avanguardistico, immerso nel verde del Parco Novi Sad).
Personalmente mi ero riproposto di scattare foto a iosa e documentare l’evento ma i miei salti e le mie urla mi hanno impedito di riportarvi testimonianze fotografiche nutrite…inutile dire che sia io, sia i compari Ghoosto, Brarez e Jasetti, sulle note della conclusiva “What’s my name?” ci siamo rivisti teenagers alle prese con le prime porre a bandiera!
Snoop Dogg si è rivelato un grande intrattenitore, arricchendo lo show con contenuti video (addirittura un cortometraggio in apertura: Corleone’s Revenge) e dialogando sia con dj W-Balls (187.4 FM on ya dial!!!!!) sia con il pubblico in modo invidiabile. Gustoso anche il siparietto softcore con tanto di mini harem sul palco e geisha targata lbc a snodarsi svestita sui due rapper che cantavano.
In definitiva, una serata che conferma ciò che ho sempre pensato…
WEEEEESSSSSSSSIIIIIDEEEEEEEEE !!!
bq
